Agevolazione prima casa: decadenza e rinuncia

Agevolazione prima casa: in caso di decadenza o rinuncia

L’agevolazione prima casa è spesso una risorsa fondamentale affinché un individuo o una giovane coppia riescano a comprare un’abitazion (per saperne di più consultate Agevolazione prima casa: resistono nonostante tutto). La legge, comunque, contempla la possibilità di rinuncia, anche se a condizione particolare, e ovviamente anche quella di decadenza dal beneficio. La domanda che sorge spontanea è: perché mai un acquirente dovrebbe voler rinunciare all’agevolazione? Soprattutto alla luce del fatto che l’agevolazione è una materia complicata (per saperne di più consultate Agevolazione prima casa: la Cassazione stabilisce un precedente).

Il perché della rinuncia

Agevolazione prima casa: il caso della decadenza e della rinuncia

Agevolazione prima casa: a volte rinunciare è d’obbligo

Agevolazione prima casa: a volte rinunciare è d’obbligoLa risposta è semplice: per non incappare in sanzioni. Se infatti si decade dal beneficio dell’agevolazione e prima non si è formalmente rinunciato, il non-acquirente è costretto a “pagare caro”. Il tutto è spiegato bene dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 112/E del 27/12/2012: “il soggetto che si trovi nelle condizioni di non poter ovvero di non voler rispettare l’impegno assunto, anche per motivi personali, può comunicare il proprio intendimento all’Amministrazione finanziaria”.

Per “impossibilità di rispettare l’impegno assunto” si intende, per esempio, l’incapacità di prendere entro 18 mesi residenza nel Comune in cui è situato l’immobile da acquistare. 

Decadenza e sanzioni

Si decade dal beneficio quando: si fanno dichiarazioni mendaci; mancato trasferimento di residenza entro l’anno e mezzo (appunto); trasferimento per atto a titolo oneroso o gratuito dell’immobili acquistato con le agevolazioni prima del decorso di un quinquennio, a meno che non acquisti un altro immobile entro un anno da adibire a propria abitazione principale.Le sanzioni prevedono il pagamento in misura ordinaria (quindi senza agevolazione) di imposta di registro, ipotecarie e catastali. Il contribuente sanzionato, inoltre, deve pagare il 30% in più sulle imposte appena citate e relativi interessi di mora.

 

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