Agevolazioni prima casa: emigrati all’estero

Agevolazioni prima casa ed emigrati: generalità

Anche i cittadini emigrati all’estero – e che quindi non hanno più la residenza in Italia – possono usufruire di benefici ed agevolazioni sull’acquisto della loro prima casa.

Secondo la normativa, infatti, anche un cittadino italiano che è emigrato all’estero può richiedere le agevolazioni per l’acquisto della prima casa, qualunque sia l’ubicazione dell’immobile sul territorio nazionale.

Rimane tuttavia condizione necessaria ed importante che vengano soddisfatte alcune regole e che sussistano alcuni requisiti perché le agevolazioni prima casa vengano rese concrete anche per i cittadini emigrati all’estero  in particolare, l’immobile acquistato – nonostante la sua ubicazione sul territorio nazionale sia ininfluente – deve realmente figurare come “prima casa”.

Ulteriori dettagli

Agevolazioni prima casa emigrati

Agevolazioni prima casa emigrati

La condizione di “prima casa” è necessaria affinché le agevolazioni possano essere messe in atto, così come avviene in genere per le agevolazioni e per i benefici sulla prima casa: inoltre, il cittadino emigrato all’estero non deve godere in alcun modo di altri diritti reali vantati su immobili ubicati nello stesso comune.

Così come avviene per i cittadini che risiedono sul suolo italiano, l’acquirente non deve essere titolare di nessun diritto di proprietà, usufrutto, uso, abitazione su un’altra casa posta nel Comune in cui ha intenzione di effettuare l’acquisto.

Viceversa, non risulta ad oggi necessaria una documentazione precisa che rileva e rende noto in maniera ufficiale lo status di emigrato: il cittadino non è obbligato a produrre una documentazione ufficiale con un certificato di iscrizione all’AIRE (anagrafe italiana residenti all’estero).

Lo status di cittadino emigrato può essere infatti reso noto anche attraverso una semplice autocertificazione, ovvero per mezzo di dichiarazione resa nell’atto di acquisto ai sensi dell’articolo 46, D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, recante disposizioni in materia di “Dichiarazioni sostitutive di certificazioni”.

Per coloro che invece non hanno la cittadinanza italiana, rimane necessario il rispetto della condizione secondo la quale l’acquirente abbia la residenza nel comune in cui è ubicato l’immobile, o la acquisisca nell’arco di 18 mesi dall’acquisto.

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