Detrazioni contratti di locazione a canone convenzionato

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Detrazioni contratti di locazione a canone convenzionato

Non solo i proprietari di immobili residenziali ma anche gli inquilini possono usufruire di benefici fiscali sotto forma di detrazioni dall’Irpef da segnalare durante la presentazione della dichiarazione dei redditi tenendo conto dei canoni di locazione pagati, rientrano in questa serie di agevolazioni le detrazioni contratti di locazione a canone convenzionato. Gli intestatari di contratti di locazione convenzionali che vengono sottoscritti tenendo conto degli accordi stipulati tra le associazioni locali dei proprietari e quelle degli inquilini hanno diritto ad una detrazione d’imposta pari a 495,80 euro, nel caso in cui percepiscono un reddito complessivo annuo inferiore a 15.493,71 euro, la detrazione è pari a 247,90 euro se il reddito risulta compreso tra 15.493,71 e 30.987,41 euro. In base a quanto previsto dalla Legge 431/98 all’art.2 comma 3 è possibile stipulare diverse tipologie di contratti di locazione in base agli specifici accordi territoriali definiti e sottoscritti dai Comuni dalle organizzazioni di proprietari ed inquilini, questo tipo di locazioni possono essere rinnovate a cadenza periodica in piena conformità con i cambiamenti introdotti dal mercato reale.

Locazioni alta tensione abitativa: il calcolo del canone di affitto

detrazioni contratti di locazione a canone convenzionato
detrazioni contratti di locazione a canone convenzionato

Si tratta di specifiche agevolazioni fiscali che interessano gli inquilini di beni immobiliari situati nei Comuni ad alta tensione abitativa, che quindi sono tenuti a pagare un canone di locazione inferiore alla misura dei canoni correnti di mercato, nello specifico il canone di affitto viene determinato dagli accordi tra il proprietario e l’inquilino entro una fascia, che oscilla tra un minimo e un massimo, le relative fasce di canone vengono commisurate in base a due criteri: la collocazione degli appartamenti nelle aree urbane senza prescindere dal valore immobiliare dei quartieri o degli isolati in cui l’accordo suddivide i singoli Comuni; il pregio dell’edificio e del singolo appartamento, il cui valore viene determinato in base a canoni suggeriti dal mercato immobiliare.

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