Imposta di registro calcolo: tipologie e altre info

Imposta di registro calcolo: info
Imposta di registro calcolo: istruzioni
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Imposta di registro calcolo: panoramica

L’imposta di registro è tra i tributi più cospicui da pagare quando si gestiscono gli immobili (compravendita, locazione) etc. E’ anche uno dei tributi più difficili da calcolare, anche quando si tratta solo locazione (per saperne di più consultate Calcolo imposta di registro sugli affitti di casa: un esempio). Ad ogni modo, alcuni aspetti concorrono ad ammorbidire l’impatto dell’imposta sul contribuente, come la possibilità di ravvedimento (per saperne di più consultate Ravvedimento imposta di registro: ecco come si fa).

Di seguito, alcune informazioni sulla questione “imposta di registro calcolo“.

Il calcolo

Per eseguire il calcolo è necessario conoscere alcuni importanti parametri. Questi sono: il coefficiente di capitalizzazione, la rendita catastale, la percentuale di rivalutazione.

Ecco le operazioni da effettuare.

1) Moltiplicare il coefficiente di capitalizzazione per la rendita catastale. Questo per ottenere il valore catastale.

2) Trasformare la percentuale di rivalutazione in numero semplice (es. il 2% diventa 0,02).

3) Moltiplicare il valore catastale per il numero ottenuto nel punto precedente

Le tipologie

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Imposta di registro calcolo: istruzioni

Esistono alcune eccezioni che esulano dalle istruzioni di cui sopra, tutte legate all’atto di affitto..

1) Contratti di affitto abitazioni. Per calcolare la corrispondente imposta di registro è necessario eseguire la seguente operazione: moltiplicare per l’2% (quindi per lo 0,02) l’entità del contratto di affitto, infine moltiplicare tutto per le annualità.

2) Fabbricati strumentali. Sotto questa definizione rientrano tutti gli immobili che abbisognano di lavori per trasformarne l’utilizzo (da abitazione a ufficio per esempio). In questo caso, l’imposta di registro si calcola come nel passaggio precedente ma tenendo in considerazione la percentuale dell’1% se la locazione è eseguiti da soggetti passivo di Iva. Per gli altri casi la percentuale è del 2%.

3) Fondi rustici. Come sopra, ma la percentuale è dello 0,5. Per la prima annualità non è possibile pagare un imposta inferiore a 67 euro.

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