Imposta di registro contratti di locazione: istruzioni per il calcolo

Imposta di registro contratti di locazione, quello che c’è da sapere

Acquistare un immobile prevedere il pagamento di molte imposte. Alcune di queste sono molto pesanti, altre sono semplicemente difficili da calcolare (per avere una panoramica consultate Acquisto prima casa imposte: quello che c’è da sapere).

Anche affittare un immobile prevede il pagamento di alcune imposte considerevole, per la maggior parte notarili. Tra queste spicca l’imposta di registro, che rappresenta l’onere di maggior peso. Calcolarlo non è per nulla difficile, ed è anche sostituibile.

Di seguito, una panoramica sulla questione “imposta di registro di contratti locazione“.

Calcolo e scadenze

Imposta di registro contratti di locazione: istruzioni

Imposta di registro contratti di locazione: dettagli vari

Calcolare l’imposta di registro per i contratti di locazione consiste in una semplice operazione. Occorre conoscere un dato in particolare, ossia il canone annuo, e occorre saper fare le percentuali o, se non siete bravi in matematica, utilizzare una banalissima calcolatrice.

Come si calcola l’imposta di registro contratti di locazioni? Semplicemente moltiplicando il canone annuo per il 2%, dunque per lo 0,o2.

Ci sono però alcune cose da specificare. Innanzitutto, non è possibile pagare meno di 67 euro per l’imposta di registro. Anche qualora il canone annuo fosse inferiore a 3.350 euro si pagherà sempre – almeno – 67 euro.

Occhio alla scadenza: l’imposta va pagata entro il 30 del mese di stipula del contratto, e va pagata annualmente. Infine, va considerata anche l’alternativa della cedolare secca.

La cedolare secca

L’imposta di registro può essere sostituita, e con essa anche altre imposte legate ai contratti di locazione, con la cedolare secca. Essa corrisponde al 19% o al 21% del canone annuo e sostituisce l’imposta di registro, l’addizionale Irpef e il bollo. L’unico svantaggio è che non è possibile modificarla durante la durata del contratto e che non è soggetta a destrazione.

La cedolare secca è stata istituita nel 2012 nell’ambito del federalismo fiscale.

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