Iva ristrutturazione prima casa: guida pratica al 10%

IVA ristrutturazione prima casa: quali le novità

Il decreto sviluppo, convertito in legge n. 134/2012 stabilisce che fino al 30 giugno 2013, oltre a contenere una serie di misure urgenti per la crescita del paese, prevede una serie di novità che riguardano gli immobili che, tuttavia, non hanno modificato l’iva al 10% per gli interventi di ristrutturazione edilizia.

All’interno del nostro portale abbiamo realizzato numerosi articoli riguardanti l’iva ristrutturazione prima casa all’interno della sezione approfondimenti tra cui ti suggeriamo di consultare IVA ristrutturazione prima casa: come e quando che fornisce una serie di indicazioni riguardanti le procedure, le modalità di richiesta e di accesso e i requisiti necessari per accedere alla agevolazione.

Quando si applica l’Iva al 10%

Il regime di iva agevolata si applica sulle prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, realizzati su immobili residenziali. Occorre precisare, però, che le cessioni di beni sono assoggettate all’Iva agevolata solo nel caso in cui la fornitura  avvenga nell’ambito di un contratto di appalto. Nel caso in cui l’appaltatore fornisca beni di valore significativo, l’iva al 10% si applica solo fino alla concorrenza della differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni significativi.

IVA ristrutturazione prima casa guida pratica

IVA ristrutturazione prima casa guida pratica

Per beni significativi si intende: ascensori o montacarichi, caldaie, videocitofoni, condizionatori, impianti di sicurezza e sanitari e rubinetteria da bagno.

Quando non si applica l’iva al 10%

Non è possibile fruire dell’iva agevolata in caso di lavori di ristrutturazione, sui materiali e beni che non sono forniti da chi esegue i lavori di ristrutturazione, anche se acquistati direttamente dal committente.

Come si richiede l’iva agevolata

Per poter ottenere l’applicazione dell’iva agevolata al 10% per le ristrutturazioni edilizie, è necessario che l’impresa che effettua i lavori presenti una apposita autocertificazione recante le motivazioni per cui l’intervento di ristrutturazione rientra in quelli per cui è consentita l’agevolazione.

 

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