Lavori di ristrutturazione in un condominio

lavori di ristrutturazione in un condominio
lavori di ristrutturazione in un condominio
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Lavori di ristrutturazione in un condominio

In caso di lavori di ristrutturazione in un condominio bisogna rispettare delle precise norme, sostanzialmente il condomino può migliorare a proprie spese l’uso della cosa comune, in base a quanto previsto dall’articolo 1102 del Codice civile che consente a tutti i condomini di servirsi della cosa comune apportando modifiche relative alla sicurezza, alla stabilità ed al decoro dell’immobile senza alterare l’identità stessa dell’edificio. Non è obbligatorio richiedere l’autorizzazione al condominio se si devono effettuare lavori nella propria unità immobiliare, ma solo se i lavori di ristrutturazione non riguardano le parti comuni del condominio (suolo, fondamenta, pilastri, muri maestri, travi portanti, scale, tetti, lastrici solari, portoni di ingresso, anditi, cortili, facciate). Si deve comunque comunicare all’amministratore del condominio la data di inizio dei lavori in quanto il condomino che esegue dei lavori di ristrutturazione nella propria unità immobiliare non deve creare disagi agli altri condomini in relazione all’uso delle parti comuni dell’edificio, inoltre i lavori di ristrutturazione non devono “recare pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza oppure al decoro architettonico dell’edificio”. In ogni caso è necessario comunicare la propria intenzione di voler eseguire dei lavori di manutenzione straordinario sul proprio immobile all’amministratore.

Il consenso da parte dei condomini

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Il condomino è tenuto invece a richiedere l’autorizzazione condominiale se i lavori da intraprendere hanno per oggetto le parti comuni dell’edificio oppure nel caso in cui è prevista la modificazione della destinazione d’uso delle parti comuni del condominio. Ad esempio è necessario ottenere il consenso da parte dell’assemblea condominiale in caso di lavori di manutenzone dell’immobile che portano ad un’innovazione capace di rendere più confortevole l’uso da parte dei residenti delle cose comuni ma anche quando si favorisce l’acquisizione di un maggior rendimento delle parti comuni del condominio, in tal caso si richiede la partecipazione dei condomini, è necessaria infatti la presenza di un alto numero di condomini in modo che vengano rappresentati almeno i 2/3 dell’edificio; se sono in programma interventi per migliorare la sicurezza del fabbricato o per determinare un ridotto consumo energetico è richiesta la maggioranza degli intervenuti con la presenza di condomini che rappresentino almeno la metà dell’edificio.

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