Mutuo prima casa: i requisiti per accedere

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Al giorno d’oggi l’accesso al mutuo è diventato una opportunità riservata a pochi eletti, in possesso di adeguate garanzie oltre che di un reddito da lavoro adeguato. Vediamo, in dettaglio, quali sono i requisiti che le banche richiedono per concedere un mutuo prima casa.

Se sei alla ricerca di ulteriori informazioni sui mutui prima casa, ti consigliamo la lettura dei seguenti articoli di approfondimento già pubblicati sul portale: Mutuo prima casa: tutte le proposte per i giovani e Mutui prina casa: alcuni consigli per risparmiare. 

Requisiti per accedere al mutuo prima casa

Mutuo prima casa: i requisiti per accedere
Mutuo prima casa: i requisiti per accedere

Il principale requisito da dimostrare quando si intende effettuare una richiesta di accesso al mutuo è il reddito. Non a caso, infatti, all’atto della richiesta del mutuo la banca effettua una approfondita analisi della situazione reddituale per verificare la possibilità di chi richiede il mutuo, di restituire la somma ricevuta in prestito. Rispetto a ciò occorre sottolineare che, molto spesso, avere un immobile di proprietà e non avere un reddito da lavoro non è sufficiente per ottenere il mutuo.

Inoltre, per accedere ad un mutuo occorre aver raggiunto la maggiore età. Nel caso in cui, invece, il richiedente è una persona anziana, le banche lo concederanno per una durata decisamente inferiore (max 15 anni).

Requisiti secondari

Tra i requisiti “secondari” che è necessario dimostrare per accedere al mutuo è essere cittadini italiani. Infatti, solo poche banche concedono mutui ai cittadini extracomunitari che riescono a dimostrare di essere residenti in Italia da almeno tre anni. Accanto a questo si aggiunge il calcolo del rapporto tra rata e reddito e il numero dei familiari a carico. Se, infatti, il numero dei figli a carico è notevole ed il reddito abbastanza basso, la banca difficilmente concederà il mutuo. Un ultimo ed importante requisito è quello di non essere iscritti nelle banche dati Sic e Crif e, dunque, non essere inseriti nel Registro Informatico dei Protesti. Le banche, infatti, non concedono prestiti ai “cattivi pagatori”.

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