Agevolazioni prima casa comunione di beni

Agevolazioni prima casa comunione di beni

I coniugi che dopo il matrimonio optano per regime della comunione dei beni possono beneficiare di detrazioni fiscali, in particolare ai fini delle agevolazioni prima casa comunione di beni è necessario appurare il possesso dei requisiti che si applica agli immobili acquistati da ciascun coniuge dopo il matrimonio. Per poter beneficiare di questo tipo di sgravi fiscali entrambi i coniugi devono possedere dei precisi requisiti: non possedere, neppure in comunione con il coniuge, un altro bene immobiliare ad uso abitativo sito nello stesso comune nel quale sorge l’abitazione che si vuole acquistare; non possedere, neppure in comunione con il coniuge, un altro immobile acquistato servendosi delle agevolazioni prima casa su tutto il territorio italiano. Va precisato che quando si fa riferimento al possesso, si intende non solo la proprietà, ma anche l’usufrutto, l’uso, la nuda proprietà. Ulteriori notizie su http://www.tasse-fisco.com/case/separazione-dei-beni-benefici-prima-casa/4169/.

Il requisito della residenza

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Bisogna poi menzionare tra gli altri requisiti essenziali per avere diritto alle agevolazioni prima casa in caso di coniugi in comunione di beni la residenza nel comune o nell’immobile acquistato attraverso i benefici fiscali relativi alla prima casa, con le eccezioni legate a trasferimenti di lavoro oppure all’estero. Secondo quanto previsto dalle norme in materia, per non perdere i benefici, entrambi i coniugi sono tenuti a trasferire entro 18 mesi dall’acquisto del bene la residenza nell’immobile o nel comune in cui è ubicato. Sono state offerte  anche delle diverse interpretazioni di tale legge in base alle quali i coniugi che in regime di comunione dei beni, acquistano una abitazione con le agevolazioni prima casa, non sono obbligati a stabilire la residenza dove sorge il bene immobiliare o nel comune, in tal caso il requisito della residenza va riferito alla famiglia, per cui i coniugi sono tenuti non ad una comune sede anagrafica ma alla coabitazione quindi anche se uno dei coniugi risiede in un comune diverso non si perde il beneficio a patto che si dimostri la convivenza.

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