Agevolazioni prima casa successione: cosa succede se ci sono i coeredi

Agevolazioni prima casa successione: possono esserci coeredi

Le agevolazioni prima casa rappresentano una grossa opportunità di risparmio per i contribuenti. Nonostante i tagli dei governi Berlusconi e Monti, le agevolazioni sono ancora una realtà importante (per saperne di più consultate Agevolazioni prima casa: resistono nonostante tutto). Il rischio di decadere dalle agevolazioni è però concreto (per ulteriori informazioni consultate Perdita agevolazioni prima casa: ecco i casi), dunque bisogna conoscere i casi in cui l’agevolazione può essere applicata. Cosa accade in caso di successione con coeredi? Si può parlare di agevolazioni prima casa successione? Di seguito, le direttive del legislatore.

Le norme

Agevolazioni prima casa

Agevolazioni prima casa successione…. e se ci sono coeredi?

Le agevolazioni prima casa successione in presenza di coeredi sono regolate da due articoli inserite in due leggi diverse:

articolo 69 della legge 21 novembre 2000, n. 342, contrassegnato in “Norme in materia di imposta sulle successioni e sulle donazioni”.

Articolo 13 della legge 18 ottobre 2001, n. 383, contrassegnato in “Soppressione dell’imposta sulle successioni e donazioni”.

In buona sostanza, il legislatore estende le agevolazioni anche in caso di successione in presenza di coeredi. E’ sufficiente che anche uno solo degli eredi abbia diritto all’agevolazione affinché l’intero immobile possa essere sottoposto all’agevolazione.

Tocca al coerede in possesso dei requisiti dichiarare di possedere gli stessi in sede di dichiarazione. E’ prevista, anche in questo caso, una serie di sanzioni in caso di dichiarazioni false e mendaci, o in caso di mancato trasferimento di residenza nel comune dove è situato l’immobile oggetto della successione.

Sanzioni

La conseguenza di dichiarazioni mendaci o perdita dei requisiti è, ovviamente, il pagamento delle imposte nella loro misure ordinarie. Secondariamente il coerede “decaduto” è costretto a pagare una sanzione corrispondente al 30% delle maggiori imposte dovute.

I controlli vengono realizzate dall’Agenzia delle Entrate. I controlli iniziano a partire dai 60 giorni e possono durare fino ai 3 anni conseguenti l’anno dell’acquisto.

 

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