Calcolo imposta di registro sugli affitti di casa: un esempio

Calcolo imposta di registro: applicazione

L’operazione “calcolo imposta di registro” non va effettuato solo in caso di acquisto di immobile (per saperne di più consultate Calcolo imposta di registro: istruzioni e consigli). Essa interviene anche in caso di affitto. Nel prossimo paragrafo, un esempio utile a conoscere il meccanismo di calcolo.

In ogni caso, è altresì utile sapere cosa fare in caso di mancato pagamento. Il ravvedimento è la scelta migliore, consultate Ravvedimento imposta di registro: ecco come si fa.

L’esempio

Calcolo imposta di registro: ecco come si effettua

Calcolo imposta di registro: istruzioni in caso di affitto

Si prenda a esempio un immobile appartenente a una qualsiasi delle categoria catastali A (dunque ad uso principalmente abitativo). Si prenda a esempio un contratto di affitto, riferito allo stesso immobile, dal valore di 50mila euro all’anno e dalla durata di quattro anni, con l’opzione di altri quattro anni.

Ebbene, l’imposta di registro va calcolanda riducendo al 2% il valore dell’immobile locato. Dunque, in questo caso, il calcolo imposta di registra dà come risultato 1.000 euro. La cifra è da pagare annualmente e va versato compilando il modello F23 e riportando il codice tributo (che in questo caso è 107T in caso di stipula di un nuovo contratto e 112T in caso di rinnovo).

Agevolazioni

Esistono agevolazioni che intervengono in caso di stipula di contratti direttamente nella forma 4+4. Si tratta più specificatamente di una detrazione. Si considera il tasso di interesse, lo si dimezza, lo si moltiplica per quattro (come gli anni del contratto) e infine lo si moltiplica per l’imposta di registro precedentemente calcolata. Dunque, tornando al nostro esempio, e ponendo come tasso di interesse, si andrà a pagare:

1.000 euro – (1.000 x 2%) = 980

La detrazione è quindi di appena 20 euro.

C’è infine l’alternativa della cedolare secca, che sostituisce sia l’imposta di registro sia l’imposta sostitutiva. Essa corrisponde al 20% del canone, anche se non tutti possono accedervi.

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