“Casa Italia”: il piano della messa in sicurezza post terremoto

“Casa Italia”: il piano della messa in sicurezza post terremoto

Dopo i disastri provocati dal terremoto che ha colpito il centro Italia lo scorso agosto 2016 si pensa al post terremoto ed alla ricostruzione, per far fronte a questa emergenza nazionale il governo ha stilato un piano, denominato “Casa Italia” che ha tra i suoi principali punti la messa in sicurezza il territorio, gli edifici, le infrastrutture, rilanciare l’economia e l’edilizia ed allo stesso tempo di favorire la cultura della prevenzione. Per l’attuazione del progetto si devono reperire i fondi, in quest’ottica è necessario il sostegno dell’Unione europea per poterli stanziare in deroga alle attuali norme di bilancio. Il piano nazionale per la prevenzione e la messa in sicurezza avviato da Matteo Renzi prevede sommariamente un intervento che si muoverà su quattro fronti quali: la messa a regime delle informazioni sul Paese; l’analisi delle tipologie di interventi da affidare al gruppo G124 di Renzo Piano; lo studio sull’erogazione dei finanziamenti di tipo economico; l’intervento formativo di tecnici, professionisti ed amministratori pubblici per promuovere la cultura della prevenzione andando così a coinvolgere tutti i cittadini italiani.

Gli obiettivi del piano

Casa Italia

Casa Italia

L’impostazione di questo piano ventennale, per il quale è stato consultato anche l’architetto e senatore a vita Renzo Piano, è finalizzato alla ricostruzione di quattro comuni tra Lazio, Umbria e Marche (Amatrice e Accumoli nel reatino, Arquata e Pescara del Tronto nell’ascolano) attraverso l’ausilio di incentivi europei tenendo conto della riduzione del fisco per i lavori di adeguamento degli edifici, dal valore di due miliardi l’anno. Da una parte quindi il piano “Casa Italia” non  ha solo l’obiettivo di rintracciare i finanziamenti per la ricostruzione sicura delle zone terremotate, ma anche di sostenere l’introduzione in Italia di una vera democrazia urbanistica, senza trascurare il varo di misure più incisive per promuovere l’adeguamento degli edifici presenti sul territori mantenendo in vigore le agevolazioni casa quali l’ecobonus, la detrazione fiscale del 65% sugli interventi antisismici.

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