Cessione del corrispondente credito

Cessione del corrispondente credito

L’entrata in vigore della legge di Stabilità 2016 ha determinato come conseguenza diretta l’approvazione di un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate in base al quale sono entrate in vigore le attuali modalità di cessione del corrispondente credito che riguarda la riqualificazione energetica da parte di contribuenti che fanno parte della “no tax area” ai fornitori che hanno eseguito i lavori su parti comuni dell’edificio. Per cui ne consegue che i contribuenti che non versano Irpef e sostengono spese per la strutturazione, ossia che riguardano interventi di riqualificazione energetica su parti comuni di edifici, sono tenuti a cedere il credito direttamente ai fornitori che hanno eseguito i lavori di ristrutturazione, il credito va a costituire così una forma di pagamento. L’applicazione della cessione del corrispondente credito deve rispettare dei precisi criteri visto che solo in riferimento a specifici interventi è possibile accedere a questa opzione, il provvedimento sulla concessione del credito fa esplicitamente riferimento alle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni degli edifici soggetti ad una detrazione dall’imposta lorda pari al 65% delle spese stesse.

Modalità di applicazione

cessione del corrispondente credito

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Possono accedere a questa opzione di pagamento  i contribuenti che ricadono nella no tax area, si tratta quindi dei contribuenti che possiedono redditi esclusi dalla imposizione ai fini dell’Irpef o per espressa previsione o perché l’imposta lorda è assorbita dalle detrazioni di cui all’art. 13 del TUIR; ma anche i fornitori che hanno eseguito i lavori, che ricevono il credito a titolo di pagamento della quota di spese a loro carico. Da quanto stabilito dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate il credito è ottenibile se la situazione di incapienza del contribuente riguarda il periodo d’imposta 2015, ma anche se il credito cedibile, pari al 65% dei costi a carico del singolo condomino in base alla tabella millesimale di ripartizione, riguarda le spese sostenute nel 2016, anche se riferite a interventi iniziati in anni precedenti; va precisato che il condominio effettui, entro il 31 dicembre 2016, il pagamento delle spese corrispondenti alla parte non ceduta sotto forma di credito mediante l’apposito bonifico bancario o postale.

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