Credito di imposta acquisto beni strumentali al Sud

Credito di imposta acquisto beni strumentali al Sud

In base a quanto previsto dalla legge di Stabilità 2016 è stato indirizzato uno specifico credito di imposta acquisto beni strumentali al Sud con lo scopo di ridurre il consumo di risorse da parte delle imprese che sorgono nelle regioni meridionali con lo scopo di incentivare il mercato economico. Nello specifico questo credito di imposta è stato destinato alle seguenti regioni: Molise, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia, con lo scopo di ridurre le spese che riguardano l’acquisto di nuovi beni strumentali. Sono state previste diverse percentuali di agevolazioni in base alle stesse dimensioni dell’impresa che richiede questa forma di beneficio di natura fiscale, per cui può essere riconosciuto un credito di imposta fino al 20% per le piccole imprese, il credito di imposta acquisto relativo ai beni strumentali è pari al 10% per le grandi imprese. Va precisato che tale agevolazione prevede il rispetto di un tetto massimo, per cui se si tratta di piccole imprese che acquistano beni strumentali il limite della spesa è pari a 1,5 milioni; nel caso in cui l’acquisto viene fatto da imprese di medie dimensioni allora il tetto massimo sale a 5 milioni; invece le grandi imprese possono usufruire di uno sgravio fiscale più significativo a fronte di una spesa massima di 15 milioni.

Quali imprese non possono avvalersi dell’agevolazione

credito di imposta acquisto beni strumentali al Sud

credito di imposta acquisto beni strumentali al Sud

La possibilità di accedere al credito di imposta per provvedere ad acquistare dei nuovi beni strumentali nelle Regioni del Sud di Italia prevede delle limitazioni per quanto riguarda il settore di competenza dell’impresa. Di fatto non possono applicare il credito di imposta per l’acquisto di beni di natura strumentale inerenti allo stesso esercizio dell’attività economica le industrie siderurgica, le aziende di trasporti, le imprese che operano nel settore navale, le imprese carbonifera, quelle che operano con le fibre sintetiche, le aziende impegnate nella produzione e distribuzione di energia, il settore creditizio, il comparto finanziario, il settore assicurativo.

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