Credito di imposta sulla prima casa per i contribuenti

Credito di imposta riconosciuto ai contribuenti

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Finalmente verrà riconosciuto un credito di imposta ai contribuenti: infatti in data 24 aprile 2015, l’Agenzia delle Entrate ha emesso la circolare numero 17/E raccogliendo in essa interessanti chiarimenti relativi alle agevolazioni prima casa e all’imminente presentazione delle nuove dichiarazioni dei redditi. Le agevolazioni fiscali prima casa permettono di risparmiare sull’acquisto di un immobile generalmente attraverso l’applicazione di una ridottissima aliquota pagata sull’imposta di registro, ipotecaria e catastale che dipende però da imprescindibili requisiti da rispettare. Grazie alla nuova normativa verrà riconosciuto un credito di imposta ai contribuenti che compreranno una casa non di lusso entro un anno dall’alienazione dell’unità. Quindi uno dei temi affrontati da tale circolare batte proprio sul tasto prima casa, considerato in tutte le sue innumerevoli varianti e sfumature.
Un chiarimento importante ad esempio è stato fatto riguardo il credito di imposta, una delle agevolazioni prima casa più utili: in soldoni, a coloro che acquisiscono un’altra casa abitativa che non sia di lusso, entro un anno dall’alienazione dell’unità immobiliare che aveva assicurato loro un’aliquota agevolata per prima casa, verrà riconosciuto un credito di imposta. Quest’ultimo però non può essere superiore all’imposta di registro o all’IVA dovute per l’acquisto agevolato della nuova casa non di lusso.

Utilizzo del credito di imposta

Il credito di imposta rappresenta ogni genere di credito di cui il contribuente è titolare nei confronti dello Stato. Generalmente esso è destinato a compensare debiti o a diminuire imposte dovute. Nella normativa in questione relativa alle agevolazioni prima casa ad esempio questo credito di imposta può essere utilizzato proprio in diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche dovute in base alla dichiarazione da presentare successivamente alla data del nuovo acquisto. Diversamente invece il credito di imposta non potrà essere sfruttato per la diminuzione delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, e dell’imposta sulle successioni e donazioni per gli atti presentati successivamente alla data di acquisizione del credito. Per quanto concerne la dicitura abitazione non di lusso, essa va riferita ad atti soggetti ad imposta di registro ad eccezione delle abitazioni appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

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