Imposta di registro: info su affitto e locazione

Imposta di registro: una tassa che incide

L’imposta di registro è il contributo che l’acquirente è chiamato a versare affinché venga adempiuto l’obbligo di registrazione degli atti presso l’Agenzia delle Entrate.

L’imposta di registro è materia importante in caso di acquisto di un immobile, poiché può incidere notevolmente sull’ammontare totale delle spese a carico dell’acquirente, ma anche perché, in caso di acquisto della prima casa, è soggetta ad agevolazione anche di discreta entità. Per saperne di più consultate Imposta di registro prima casa: cosa c’è da sapere.

Sostituzione con l’Iva

Imposta di registro in caso di affitto

Imposta di registro: cosa succede in caso di affitto?

Esiste un caso particolare in cui non è necessario pagare l’imposta di registro. E’ in genere un caso spiacevole e non auspicabile, poiché viene sostituita dall’Iva, cosa che comporta un tributo più oneroso. Può accadere quando si acquista direttamente da una società di costruzione e qualora quest’ultima ne faccia specifica richiesta. L’acquirente non può intervenire, in quanto la sostituzione è totalmente a discrezione dell’impresa. Un decreto del 2012, inoltre, ha soppresso la possibilità di esenzione (provvedimento finalizzato a favorire proprio le aziende costruttrici). Ad ogni modo, se volete saperne di più consultate Imposta di registro prima casa: quando sostituisce l’Iva?

I contratti di locazione

L’imposta di registro interviene anche in caso si affitto. E’ lo stesso sito dell’Agenzia delle Entrate a offrire una panoramica sull’entità del tributo da situazione a situazione.

In caso di affitto di fabbricati a uso abitativo, l’imposta di registro corrisponderà al 2% del canone annuo, moltiplicato per il numero di annualità.

In caso di affitto di fabbricati a uso strumentale, l’imposta di registro corrisponderà all’1% del canone annuo, se la locazione è effettuata da soggetti passivi di Iva. Al 2% negli altri casi.

Infine, in caso di fondi rustici, l’imposta di registro corrisponderà allo 0,5% del corrispettivo annuo moltiplicato per il numero delle annualità.

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