Imposta di registro contratto di locazione: una guida

Imposta di registro contratto di locazione: panoramica

Il panorama della tassazione sull’immobile è abbastanza complesso. Sono molte le imposte da pagare, soprattutto notarili e anche se si tratta di acquisto prima casa (per saperne di più consultate Acquisto prima casa imposte: quello che c’è da sapere). Tra le imposte più fastidiose da pagare c’è sicuramente l’imposta di registro, che nel caso di acquisto raggiunge spesso svariate migliaia di euro (per saperne di più consultate Imposta di registro acquisto prima casa: quanto si paga). L’imposta di registro è una realtà anche quando si parla di locazione, ossia di affitto. Non si parla di cifre spropositate, ma è comunque un onere da tenere d’occhio. Di seguito, qualche informazione utile per districarsi nella questione “imposta di registro contratto di locazione“.

L’alternativa della cedolare secca

E’ possibile sostituire l’imposta di registro con la cedolare secca, un’imposta che fa le veci dell’imposta di registro, del bollo e dell’addizionale Irpef. Nel complesso, un bel risparmio. La cedolare secca, però, conviene solo nel caso si preveda che il canone non cambi per tutta la durata del contratto e che non si abbia diritto alle agevolazioni. La cedolare secca corrisponde al 19% o al 21% del canone annuo.

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