Incentivi regionali per l’acquisto della prima casa

Incentivi regionali per l’acquisto della prima casa

Con l’obiettivo di incrementare il mercato della vendita di immobili destinati a prima casa da diversi anni vengono proposti incentivi regionali per l’acquisto della prima casa che si traducono principalmente in agevolazioni in caso di richiesta di mutuo. Le regioni italiane in tal senso hanno la possibilità di proporre  contributi ed incentivi che permettono di ottenere un’agevolazione per l’accesso al mutuo prima casa offrendo al soggetto mutuatario migliori condizioni per poter avere accesso ad un mutuo con un tasso di interesse ridotto rispetto alle altre forme di mutuo presenti sul mercato finanziario, tra le altre misure agevolate relative al prestito immobiliare ci sono anche un piano di ammortamento personalizzato, un importo rata inferiore con la riduzione degli interessi nella prima fase di rimborso, nel senso che l’importo della rata viene fissato in base alla retribuzione mensile del soggetto richiedente; a questi punti centrali si associano altre misure che rendono l’accesso al credito più facile. 

Condizioni richieste per l’accesso al mutuo

incentivi regionali per l'acquisto della prima casa

incentivi regionali per l’acquisto della prima casa

I contributi e gli incentivi regionali per l’acquisto della prima casa dunque garantiscono una forma di finanziamento da poter richiedere tramite mutuo con condizioni e politiche differenti in base alle esigenze della popolazione presente sul territorio per questa ragione si parla appunto di mutuo regionale. Per ottenere il mutuo a tasso di interesse agevolato finalizzato all’acquisto della prima casa è necessario rispettare determinati requisiti al momento della presentazione della domanda, la maggior parte delle regioni prevedono il rispetto delle seguenti condizioni: giovani coppie con età fino ai 35 anni; famiglie numerose con almeno 3 figli a carico; genitori single con figli a carico; famiglie che hanno tra i loro componenti un soggetto disabile; reddito annuo inferiore ai 35.000 euro; contratto lavorativo anche da precario; non si devono possedere altre abitazioni; nel caso d stranieri residenza in Italia da almeno 3 anni.

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