Mutui prima casa: per i giovani esiste il fondo “Diritto al futuro”

Alcuni mesi fa la Presidenza del Consiglio ha approvato le linee guida per l’accesso al  fondo  denominato “Diritto al futuro”. Si tratta di un apposito fondo, di importo pari a 50 milioni di euro,  istituito per dare alle coppie sotto i 35 anni e con un reddito basso, anche precario,  la possibilità di accedere ai mutui prima casa, anche se non si possiedono le garanzie necessarie richieste dalle banche.

Come accedere al fondo ed ottenere i mutui prima casa

Per poter usufruire del fondo l’immobile che si intende acquistare deve essere adibito a prima casa e, quindi, non rientrare nelle categorie catastali di immobili di lusso. In caso di accettazione della richiesta di accesso al fondo, la banca potrà accendere un mutuo di tipo ipotecario per l’acquisto della prima casa per un valore non superiore ai 200mila euro. Il tasso di interesse applicato e le condizioni di gestione del mutuo saranno decise dagli istituti di credito sulla base degli accordi intercorsi con il Ministero della Gioventù e l’ABI.

Per maggiori informazioni nel merito si consiglia la lettura dei seguenti articoli di approfondimento, pubblicati sul portale nella specifica sezione “mutui”:“Mutui prima casa: come sceglierli” e “Mutui prima casa: guida pratica”. Entrambi gli articoli presentano importanti approfondimenti circa le modalità di accesso ai mutui e le condizioni di gestione più adatte alle reali esigenze delle famiglie che intendono acquistare la prima casa.

Caratteristiche dei beneficiari del fondo

Mutui prima casa: per i giovani esiste il fondo "diritto al futuro"

Mutui prima casa: per i giovani esiste il fondo “diritto al futuro”

Possono accedere al fondo i cittadini in possesso dei seguenti requisiti:

–          Giovani coppie con o senza figli o nuclei familiari anche monogenitoriali con figli minori;

–          Età inferiore ai 35 anni

–          Reddito ISEE complessivo non superiore ai 35mila euro. Una quota non superiore al 50% del reddito complessivo imponibile ai fini IRPEF deve derivare da contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato

–          Non essere proprietari di altri immobili ad uso abitativo

 

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