Risparmio energetico e la giungla delle detrazioni “Salvaitalia”

Una breve introduzione

Dalla difficoltosa approvazione degli emendamenti  all’inarrestabile milleproproghe, col conseguente salvataggio di quel minimo di assistenzialismo che ancora oggi sussiste in tema di green economy, alle numerose aspettative di chi negli anni ha intrapreso un percorso che va nella direzione dell’ecosostenibilità (sperando in un pizzico di premialità legislativa in più), variopinto è stato il cammino legislativo in materia intrapreso dal nostro paese. Difficile se non impossibile ogni previsione a lungo termine data l’ormai concretizzata bocciatura della stabilizzazione delle detrazioni sugli interventi di riqualificazione energetica degli edifici già esistenti;  eggià perché il 55% delle spese sostenute (detraibili  dall’imposta lorda, sia essa Irpef sia essa Ires) fino al Giugno 2013 sono destinati a diventare retaggio del passato nell’immediato futuro, lasciando il posto ad un 36% che lascia l’amaro in bocca a chi fosse intenzionato a ricorrervi (e che comunque non lascia intravedere la via di una stabilizzazione dopo il 2014).

Le detrazioni per riqualificazione energetica

risparmio energetico detrazioni salvaitalia

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Rilevante è la destinazione delle detrazioni, tassativamente quelle riportate dall’Agenzia delle Entrate sul suo sito, ma sorvolando sulle difficoltà riguardanti la totale riqualificazione energetica degli edifici già esistenti è molto interessante notare come dal 2012 sia stata estesa alle spese per interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. Per la sostituzione degli impianti di condizionamento il tetto massimo individuato dal Ministero è di 30mila €, ma la cifra in questo caso specifico sembra essere maggiormente fruibile.

Per fruire della detrazione 55% è necessario sostituire gli impianti di climatizzazione esistenti e installare le caldaie a condensazione. Non rientrano nell’agevolazione concessa per lavori di risparmio energetico, né l’installazione di impianti di climatizzazione invernale in edifici che ne erano sprovvisti, né la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con generatori di calore ad alto rendimento, diversi però dalle caldaie a condensazione. Tuttavia tali interventi possono essere compresi tra quelli di riqualificazione energetica dell’edificio, se rispettano l’indice di prestazione energetica previsto , permettendo così di usufruire della relativa detrazione 55%. La situazione degli stabili in cui alcuni appartamenti siano dotati di impianti di climatizzazione invernale ed altri no, è un pò più complicata, ma cerchiamo di sintetizzare.

Come detto le detrazioni sono previste per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici già esistenti, non essendo alcuni appartamenti dello stabile condominiale dotati di impianti di climatizzazione la detrazione non può essere riconosciuta sull’intero ammontare della spesa sostenuta, ma ripartito (come specificato dalla circolare 23 aprile 2011 n.21/E, dell’Agenzia delle Entrate), usando un criterio di ripartizione proporzionale basato sulle quote millesimali riferite ad ogni appartamento.

Sperando in un’ innovazione sostanziale della legislazione premiale in materia di risparmio energetico ed energie rinnovabili, al momento l’investimento più concreto e sicuro sembra essere appunto quello per la sostituzione degli impianti di climatizzazione e delle caldaie.

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