Spese notarili per acquisto prima casa: info e numeri

Spese notarili per acquisto prima casa: la situazione in generale

L’acquisto della prima casa è un’atto che prevede molte spese, che ovviamente non si esauricono nel prezzo dell’immobile. Esistono comunque alcune agevolazioni che, sebbene oggetto di tagli da qualche anno (Governo Berlusconi IV e Governo Monti), rappresentano ancora una realtà assai praticabile e utile (per saperne di più consultate Agevolazioni costruzione prima casa: una panoramica) anche se si tratta pur sempre da una realtà abbastanza sfuggente (Decadenza agevolazioni prima casa: le cause).

Ad ogni modo, tra le spese più difficili da sostenere spiccano quelle per il notaio. L’argomento “spese notarili per acquisto prima casa” è complesso, ed è meglio affrontarlo con il supporto di qualche esempio concreto.

L’esempio

Spese notarili per acquisto prima casa: una panoramica

Spese notarili per acquisto prima casa: info e consigli

Per spese notarili qui si intendono le spese per l’acquisto della prima casa che prevedono l’interessamento del notaio. Poniamo il seguente esempio: un appartamento dal valore di 150mila euro, adibito a prima casa. Ecco le spese:

1. Imposta di registro, ipotecaria e catastale: 4.836,00

2. Imposta di bollo: 230,00

3. Tassa archivio: 39,00

4. Tassa ipotecaria e catastale:  70,00

5. Visura ipotecaria: 130,00

Per completezza d’argomento “Spese notarili per acquisto prima casa” va aggiunta la questione dell’Iva. C’è poi da considerare la parcella del notaio, che è un argomento a sé stante e che impone dunque una trattazione separata (sappiate però che va pagata l’Iva anche lì).

L’imprevedibilità del notaio

Il notaio è imprevedibile. Non lo è di certo per stravaganza, ma per legge. Il legislatore, infatti, ha stabilito l’abolizione dei tariffari, e lo ha fatto per mezzo della legge n. 27 del 2012. In precedenza, il contribuente poteva farsi un’idea della parcella del notaio, poiché quest’ultima doveva essere compresa obbligatoriamento entro un range definito dal legislatore stesso. C’era un minimo e c’era un massimo. Ora, invece, ogni decisione in merito è lasciata al notaio. Questo cambiamento non è per forza negativo, visto che il notaio – in linea teorica – potrebbe sottoporvi una parcella meno abbondante del minimo che era stabilito per legge fino all’avvento della nuova normativa.

Pubblicità